Viaggiarepertutti
Sei in Home - La pagina del gusto - Dove nasce il Franciacorta
DOVE NASCE IL FRANCIACORTA
Una delle mete della nostra "lista dei desideri" era la Franciacorta, spinti dalla curiosità di conoscere più da vicino queste colline ricoperte di vigneti che arrivano sino alle sponde del lago d'Iseo. Ecco cosa abbiamo imparato su un celebre vino...
Descrizione immagine
Descrizione immagine
Descrizione immagine
"La" Franciacorta dà il nome a "il" Franciacorta, un celebre vino prodotto secondo il metodo tradizionale: per scoprire come nasce siamo andati a visitare l'antica azienda Ricci Curbastro a Capriolo (BS), che produce vino dal lontano 1885.
Grazie a una visita guidata in cantina abbiamo vissuto in prima persona le fasi di produzione del vino, scendendo 15 metri sottoterra fin nel cuore della cantina: la discesa e la salita non sono agevoli in sedia a rotelle e necessitano di un accompagnatore che vi dia una mano, ma ne vale davvero la pena!
Abbiamo visto le vasche d'acciaio e le botti in rovere dove avviene la prima fermentazione e le cataste dove avviene la rifermentazione in bottiglia a contatto con i lieviti; abbiamo visto come le bottiglie debbano essere curate, ruotate e inclinate ad una ad una per garantire una corretta maturazione... Ci siamo aggirati tra le cataste dove riposano le bottiglie in attesa della "sboccatura", quando il vino assume le sue caratteristiche definitive, lascia il tappo a corona e viene definitivamente tappato con il sughero e la tipica gabbietta!
Ma abbiamo anche imparato che ci sono tanti Franciacorta, come il Satèn Brut, realizzato con sole uve Chardonnay e con un tempo di lavorazione di almeno 48 mesi (!) dalla vendemmia, che prende il nome vellutato dalla morbidezza della seta...
Pensate invece che il "Franciacorta dosaggio zero Gualberto" rimane in catasta per ben 60 mesi: durante la visita si coglie appieno la passione quotidiana nascosta dentro ogni bottiglia!
Abbiamo anche scoperto che in Franciacorta non si producono solo bollicine: nascono anche ottimi vini fermi battezzati con un nuovo nome DOC, Curtefranca, il nome latino della regione; per dare un'idea della complessità del lavoro che porta dopo tanto tempo alla realizzazione di un vino di qualità nulla di meglio delle parole dell'azienda stessa nel descrivere il Curtefranca Rosso: "Il vitigno Carmenère deriva dalla "Vitis biturica", giunta in Nord Italia in epoca romana (Columella). Dalla Vitis biturica sono stati selezionati, nel bordolese, il Carmenère, il Cabernet Franc, il Merlot, il Cabernet Sauvignon, il Malbec. Nelle DOC italiane è stato a lungo confuso con il Cabernet Franc ma si distingue nettamente tramite il DNA e per la produzione di vini ben strutturati, assai colorati (antociani), ricchi di tannini rotondi e morbidi, di sapore complesso. Fin dal 1990 quando decidemmo di incrementare la superficie coltivata con varietà di uva nera e vennero acquistate da un vivaista francese anche barbatelle di Cabernet Franc sorsero i primi dubbi perché risultò evidente anche a noi che quel Cabernet "Francese" aveva poco a che fare con la varietà tradizionalmente coltivata in Franciacorta sotto il medesimo nome e conosciuta localmente come "bordò magher" per la sua caratteristica di avere grappoli spargoli e con acini piccoli. 
Nel 1999 la nostra azienda ha provveduto a realizzare nuovi impianti ad elevata fittezza, realizzati con marze prelevate da una pianta prefilosserica (non è innestata) presente in azienda a Capriolo e da un vigneto di oltre 50 anni in Erbusco, nuovi impianti con cloni di Cabernet frac/Carmenère italiani sono stati realizzati nel 2001 e negli anni seguenti. Con la nascita del Curtefranca DOC nel luglio 2008 il Carmenère entra a pieno titolo nella composizione dei nostri vini e gli viene riconosciuto quel ruolo qualitativo per tanto tempo dimenticato."
Davvero un mondo affascinante anche per i profani come noi, che però apprezziamo i profumi della cantina e il gusto di un calice di ottimo vino!