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Il giro del mondo con Selene

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Costa Deliziosa (foto wikipedia)
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Grazie a Costa Crociere abbiamo conosciuto - per ora solo virtualmente! - Selene e la mamma Teresa che hanno fatto la crociera che tutti i crocieristi sognano di fare: il giro del mondo.
Selene ci vuole raccontare il suo giro del mondo accessibile, in compagnia di una sedia a rotelle: un fantastico viaggio intorno al mondo lungo 4 mesi su Costa Deliziosa. Ci è piaciuta molto l'idea di darle uno spazio per il suo racconto che ci porterà tappa dopo tappa in luoghi meravigliosi. Seguiamola insieme!
Testi e immagini di questa pagina sono di Selene e della sua mamma Teresa
Selene si presenta
Ciao a tutti, sono Selene e ringrazio Domenico per avermi dato questa opportunità di raccontare la mia esperienza di crocerista instancabile.
Sono disabile da 17 anni a causa di una brutta caduta che non mi ha procurato lesioni agli arti ma bensì un forte trauma cranico per il quale sono invalida al 100/100: non cammino anche se nuovo le gambe, non mangio anche se muovo il braccio sinistro, vedo con un occhio solo, parlo lentamente e a bassa voce e ho tanti altri problemi che non vi sto ad elencare perché non ci faccio più caso; li ho superati e vivo la mia vita perché mi sono resa conto che comunque sia "vale la pena di essere vissuta".
Con l'aiuto della mia tosta mamma abbiamo incominciato a viaggiare. Abbiamo fatto tanti viaggi in Italia e all'estero ma il viaggio più bello in assoluto è stato "Il giro del mondo" con la Costa Deliziosa dal 6 gennaio all'uno Maggio di quest'anno.
Prima di raccontarvi però questa meravigliosa avventura devo dire che NON sarebbe mai stata possibile senza la grande umanità della compagnia della Costa in quanto è un viaggio molto costoso e, come più volte ha detto il nostro Comandante Francesco Serra, è un "privilegio di pochi". La Costa è molto sensibile ai problemi dei disabili e da' la gratuità ad un accompagnatore. Ora la gratuità per una crociera nel Mediterraneo è una cosa, quella per il giro del mondo è un'altra... ma per noi così è stato, mia mamma è andata gratis e quindi non finiremo mai di ringraziare la Costa per questo enorme regalo che ci ha fatto.
Volevo premettere questo, ma racconterò tutta la mia avventura di ragazza disabile che ha trovato tanto aiuto, tanta comprensione,tanta simpatia, tanta pazienza sulla nave da tutti, nessuno escluso!
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I preparativi
Il nostro viaggio non è iniziato il 6 gennaio di quest'anno, ma un anno fa, quando mia mamma lo ha prenotato.
Quella volta non c'erano problemi, quelli sono iniziati un mese prima della partenza! Lei, mia mamma, ha incominciato a dire: "È troppo lungo, come farò da sola, se mi succede qualcosa chi ti vedrà..." e così avanti fino al giorno prima della partenza. Era veramente uno stress per me, io non vedevo l'ora di partire, lei è stata indecisa fino all'ultimo.
Non aveva paura del viaggio ma diceva sempre "Se succede a te qualcosa ci sono io, ma se succede a me chi ti vedrà, cosa faremo se saremo in mezzo al mare???" Alla fine ha detto "Questa è una pazzia, vada come vada non ci butteranno a mare!" E così ha iniziato a preparare le valigie. Mamma mia: un elenco enorme di cose scritte, poi man mano che le metteva in valigia (4 più 2 borsoni, 2 zaini, 2 borse più altre che non so) chissà se ho messo tutto, diceva sempre! Ma alla fine siamo partite e ...non ci mancava niente!
Primo tratto Udine-Mestre in treno. Nessun problema: previa comunicazione, alla stazione mi hanno messo sul treno con il "montacarichi" e anche a Mestre mi sono venuti a prendere; non sono mai scesa dalla mia "bicicletta", così la chiamo io.
Sul pullman però sono dovuta salire con le mie gambe naturalmente con l'aiuto di mia mamma perché io sto in piedi, ma non ho equilibrio. E' l'unico problema che c'è stato per me: salire sui pullman anche nelle escursioni.
Da Mestre a Savona siamo andate in pullman e, arrivate lì, è iniziata la nostra avventura!
Senza fare code, abbiamo avuto la precedenza, siamo salite sulla nave e siamo andate in cabina. Primo piano,centro nave, cabina interna per disabili. Bella grande, con un bagno più grande della camera stessa dove io potevo girare tranquillamente con la mia bici! Solo l'armadio era troppo piccolo per contenere 4 mesi di vestiti per due!
Ma quella era la nostra CASA per i seguenti quattro mesi!
Primo impegno: prova di evacuazione. Li' ho iniziato a conoscere tanta gente e mi sono accorta di essere la più giovane insieme a Mukesc, un ragazzo indiano di un anno più giovane di me. 1900 persone circa; 300 italiani, moltissimi francesi, molti tedeschi. E poi di altri Stati, ma solo 300 persone circa avevano sui 60anni, tutti gli altri ultra settantenni ma anche ottantenni e più ma...in gamba!
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Partiti!
Dopo la prova di evacuazione siamo partiti!
Prima tappa MARSIGLIA: non siamo scese perché faceva freddo e mia mamma, giustamente, ha detto che lo avremmo fatto al ritorno.
Il giorno dopo BARCELLONA. C'era il sole e così prima escursione: la bellissima Sagrada Familia, simbolo di Barcellona, ritenuta uno dei monumenti più straordinari mai costruiti dall'uomo. I lavori sono iniziati nel 1882, su progetto di Antonio Gaudì. I lavori proseguono tuttora e vengono fatti con le offerte dei turisti e della gente. Ho visto gli operai al lavoro e le due facciate già terminate, quella della Natività e quella della Passione. L'ho vista anche dentro ed è bella come fuori. In giro per la città ho visto tante costruzioni di Gaudì che sono senza spigoli e riproducono le onde del mare. Con la mia "bici" sono andata dappertutto anche perché per tutto il giro mia mamma ha scelto le escursioni con il n.1 che sono le più semplici ed accessibili. Con il suo aiuto riesco a salire sui pullman però, per chi non può farlo, ci sono nei porti taxi adatti per le carrozzine e sulla nave l'ufficio Escursioni prenota le auto adatte per chi le richiede. Comunque sui pullman sia le guide che l'accompagnatore della nave che viene col gruppo aiutano molto e sono sempre disponibili.
Tra un porto e l'altro abbiamo fatto anche più giorni di navigazione, ma non c'è mai stato il tempo di annoiarsi. Dopo la colazione andavo al ponte 9 dove i ragazzi dell'animazione facevano ogni giorno giochi diversi, balli e feste varie. Io non potevo partecipare, però guardavo, ascoltavo la bella musica, cantavo e parlavo con tutti, perché tutti si fermavano a parlare con me. Non ho potuto mai fare il bagno in piscina perché c'erano gli scalini per entrare e si scivolava; ma non importa, non mi è mancata...
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Oceano!!!
Partiti da Barcellona, durante la notte, abbiamo attraversato le COLONNE D'ERCOLE e via nell'Oceano ATLANTICO!
Dopo un giorno e una notte arrivo in Marocco e tappa a Casablanca. Anche qui giro panoramico della città, tranquillamente e senza alcun intoppo di barriere. Casablanca è una città fondata dai portoghesi nel 1515 che rimane anche oggi una tipica città europea con palazzi e viali alberati. Non mancano naturalmente strutture arabe, soprattutto nella piazza Mohamet V dove ho visto i venditori d'acqua nel loro tipico costume rosso con un ampio cappello in testa. Ma la cosa più bella è stata la Moschea di Assan II che è la più grande del mondo dopo quella della Mecca. Il campanile-minareto è così alto che mentre lo guardavo si muoveva! Dentro è enorme ed arredata con legni pregiati; si può andare anche sotto ma io non ho potuto farlo e ho aspettato il gruppo sopra.
Risaliti sulla nave, via verso Mindelo, isole di Capo Verde. Prima di arrivare lì, però, abbiamo attraversato l'equatore e ci hanno fatto una bellissima festa!!! Il dio Nettuno ci ha "battezzato" con l'acqua della piscina e gli abbiamo chiesto di accompagnarci durante tutto il nostro viaggio senza problemi. 3 giorni di navigazione, durante i quali non mi sono annoiata per niente! A parte i pasti continui a base di tutto, dai dolci alla carne al pesce e a tutto il resto impossibile da descrivere, ho parlato tanto con tutti, ho letto qualche libro (breve) in biblioteca, ho assistito alle interessanti conferenze del Dott.Scopelliti, che prima di arrivare in qualsiasi porto ci raccontava tutto di quel luogo, la geografia, la storia, gli usi e costumi facendoci vedere video e foto; così,una volta scesi, "praticamente" sapevo già tutto!
Arrivati a Mindelo siamo andate a piedi lungo il lungomare perché le escursioni erano tutte nelle spiagge e lì io non ci posso andare e comunque con fatica. Dal porto alla città è un po' lunga ma molto tranquilla e abbastanza scorrevole per la carrozzina. Mindelo è abitata da gente tutta nera, molto allegra e ben tondetta! Sia le donne che gli uomini pulivano il pesce appena pescato sulla spiaggia e poi lo vendevano lungo la strada... molto pittoresco ma lontano dalla nostra realtà.
Risaliti sulla nave siamo partiti per la prima vera avventura: l'attraversamento dell'Oceano Atlantico!!!
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Terra!
Dopo 4 giorni di mare tranquillo, sole, tanta musica di giorno, teatro la sera e dopo cena ballo con i miei nuovi amici, ultra sessantenni ma simpaticissimi e molto in gamba, abbiamo gridato "TERRA!!!" come Colombo.
Siamo arrivati in Sud America! Prima tappa RECIFE, seconda MACEIO, terza SALVADOR de BAHIA, tutte città in Brasile.
Ho fatto escursioni in tutte e tre: ho visto tanti palazzi, piazze, monumenti ma soprattutto chiese! Tutte e tre queste città mi hanno meravigliato in quanto pensavo che il Brasile e poi l'Argentina fossero "povere". Non è niente vero almeno per quello che ho potuto vedere io; sono piene di grattacieli cosa che non ho visto né in Italia, né in nessuna città europea.
A Salvador ho fatto tante foto e anche amicizia con due donne "bahiane" con i loro tipici vestiti lunghi che le rendono "enormi" anche se, per dir la verità, non sono proprio magre. Mi sono piaciuti anche gli "Azuleios", tipici quadri in piastrelle bianche e blu provenienti dalla cultura portoghese.
Dopo un altro giorno di navigazione che agitazione, sono a RIO!!!! Mamma mia, non l'avrei mai detto! Quante cose sono da vedere qui! Le ho viste tutte e senza difficoltà, dappertutto ho avuto assistenza di "bei "ragazzi"! E di persone anche della nave che mi hanno aiutato dove la carrozzina, pur spingendola, faceva difficoltà ad avanzare.
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Rio
Prima escursione a Rio, verso il Pan di Zucchero! La guida mi ha fatto fare l'aiutante e ho tenuto la paletta tutto il tempo; ero contenta anche se mi faceva tanto male il braccio destro che non muovo se non lo sollevo con il sinistro. Abbiamo preso la teleferica in due tratti e la cosa più pesante è stata la lunga coda che ho fatto perché, anche se avevo la precedenza e potevo salire per prima, ho voluto stare con il gruppo. Sospesa fra due montagne, vedevo tutta Rio, un paesaggio mozzafiato! Quando siamo scesi tutti, abbiamo proseguito per fare un giro della città: altissimi grattacieli vicino alle "favelas" dove però non ci siamo fermati,le abbiamo viste da lontano. Una sosta alla spiaggia di Copa Cabana e a quella di Ipanema e poi in nave per la cena. Il giorno dopo è stato forse il più bello del viaggio: sono salita fino al Corcovado dove c'è la statua del CRISTO REDENTORE. L'ho vista tante volte per TV ma vederla lì è quasi toccarla, è una sensazione che non si può descrivere! È enorme e maestosa; è alta 30 metri e poggia su un piedistallo alto 8; si trova in cima alla montagna che è alta 709 metri, pesa 1145 tonnellate ed è costruita in pietra e cemento.
Da lassù si vede un panorama meraviglioso di tutta Rio e spesso è ricoperta dalla nebbia; noi siamo stati fortunati perché mentre scendevamo con il trenino è salita la nebbia e chi era sopra non ha visto il paesaggio che avevamo visto noi. Siamo salite e scese con un trenino con i sedili di legno molto pittoresco attraversando la foresta della Tijuca che è una delle più grandi riserve forestali urbane del Brasile.
Prima di rientrare in nave ci siamo di nuovo fermati sulla spiaggia di Copa Cabana a bere il latte di cocco direttamente dalle noci.
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Verso l'Uruguay e l'Argentina
Salutato Rio, dopo due giorni di navigazione siamo arrivati in Uruguay. Anche qui tanti grattacieli oltre naturalmente a tanti palazzi abbastanza antichi. Attracco a Punta del Este città balneare, elegante, alla moda, capitale della vita notturna, piena di Casinò, ristoranti, locali dove si svolgono grandiose feste da ballo dei ricchi imprenditori; città conosciuta in tutto il mondo.
Ci sono eleganti quartieri con bellissime ville immerse nel verde di grandi alberi e giardini con ogni varietà di fiori; insomma un posto per "poveretti"!! Ho fatto, con il pullman, il giro della città ed ho visto delle cose un po' strane: un ponte fatto a onde e una scultura a forma di dita di una mano che usciva dalla sabbia sulla spiaggia.
Il giorno dopo Argentina! Buenos Aires! Pioveva che Dio la mandava tutto il giorno ma io sono riuscita a scambiare l' escursione con il giorno dopo così l'ho fatta all'asciutto. Giro panoramico della città. Anche qui tanti monumenti, chiese, palazzi, giardini, viali alberati, case lussuose e povere, i palazzi del governo, l'obelisco, insomma un po' di tutto! Ma la cosa più curiosa e' stato il quartiere di CAMINITO molto colorato e pittoresco. Ho visitato anche la famosa PLAZA de MAIO e la tomba di EVITA PERON...
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Da Montevideo alla Patagonia
Il giorno dopo arrivo a Montevideo, in Uruguay. Anche qui giro panoramico della città; ho visto il Palazzo Legislativo che è uno degli edifici più belli del mondo. Poi siamo passati vicino allo stadio Centenario, dichiarato dalla Fifa monumento mondiale al Calcio. Qui infatti fu organizzato il Primo Campionato Mondiale Di Calcio.
Dopo un giorno di navigazione di nuovo Argentina, ma questa volta PATAGONIA!!!
Ho visto tanti pinguini bellissimi, piccoli perchè sono quelli di Magellano. Tappa a Puerto Madrin, dove,da settembre a marzo ci sono due milioni di pinguini che arrivano per riprodursi. Ho camminato in mezzo a loro ed ho visto i loro nidi con i piccoli; è stata una esperienza bellissima anche perchè sono buffi con quel loro modo strano di camminare!
Risaliti sulla nave, siamo partiti per l'avventura forse piu' pericolosa del viaggio: la circumnavigazione di CAPO HORN!!! Al di la' l'ANTARTIDE!!!
Due giorni all'anno il mare è calmo, le onde lì arrivano anche a venti metri... Be', quei due giorni li abbiamo beccati noi!!! Il mare era calmissimo, faceva però molto freddo e nevicava un po'. Sono stata sul ponte 11 a vedere il giro dell'isola e poi dentro a bere un buon the con i biscotti.
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Ushuaia, fine del mondo!!!
Anche qui avremmo dovuto trovare brutto tempo e freddo, invece sole e caldo: meno male, altrimenti io non avrei potuto muovermi perchè, con la pioggia, mi è molto difficile spostarmi, ma mia mamma dice sempre chequando prenota un viaggio prenota anche il bel tempo e, se devo dire la verità, l'azzecca quasi sempre!
Appena scesa dalla nave, siamo andate all'ufficio turistico e lì mi hanno dato un diploma per essere venuta nella città più australe del mondo e mi hanno riempito il passaporto di timbri di tutti i tipi.
Sono andata a fare un escursione con il treno che portava a lavorare i galeotti portati dall'Inghilterra che lavorano in condizioni disumane, fino a metà degli anni cinquanta. Sono riuscita ad andare dappertutto, non ho trovato barriere anche se sono zone poco praticate dai disabili; mi hanno aiutato a salire sul treno e sono stati tutti molto gentili e disponibili. Tutto quello che ho visto mi ha emozionato tanto. Questo viaggio è soprattutto rivolto a scoprire le bellezze della natura, la vita di molti popoli che vivono in un modo molto diverso da noi, anche in condizioni sfavorevoli a causa del freddo, del terreno non sempre ospitale, dei fenomeni atmosferici talvolta estremi.
Abbiamo attraversato il canale di Magellano e quindi siamo passati dall'altra parte dell'America, dall'oceano Atlantico a quello Pacifico e siamo entrati in Cile, nei meravigliosi "fiordi cileni" dove i ghiacciai arrivano fino al mare e dove sembra di essere completamente "fuori dal mondo".
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Da Ushuaia ai fiordi cileni
Lasciata Ushuaia, per cinque giorni abbiamo navigato nei bellissimi fiordi cileni con una sola fermata a Punta Arenas, porto dal quale partono tutte le navi dirette in Antartide. Mi sembrava di essere in Alaska perché abbiamo costeggiato dei ghiacciai che finivano nel mare. Ce n'erano tanti e tutti hanno un nome. Il più bello è il ghiacciaio "Agostini" che si chiama così perché è stato scoperto dall'italiano Alberto Maria de Agostini fratello di Giovanni che fondò l'Istituto geografico de Agostini di Novara. Finisce in mare con due rami e noi ci siamo passati molto vicino.
Seconda fermata in questa parte desolata della terra: Puerto Mont, cittadina non molto grande ma tranquilla dove la gente vive in modo molto semplice scambiandosi prodotti della terra e vestiti fatti da loro nei mercati lungo le strade. Da qui parte una strada lunghissima che si chiama "Carretera Austral" che percorre tutto il Cile ed è molto pittoresca. Qui ci sono tante barriere per noi che abbiamo la "bicicletta" ma non mi hanno fatto paura perché un po' sono andata in pullman, un po' a piedi e ho visto lo stesso tante cose belle ed interessanti. Una cosa che mi ha tanto stupito è stato il loro modo di trattare i morti; hanno dei bellissimi cimiteri monumentali dove seppelliscono i morti, anche le persone povere che quindi non hanno tanta possibilità.
Risalite sulla nave siamo partite per VALPARAISO (fine prima tratta).
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Siamo arrivati a Valparaiso la sera del 14 febbraio, San Valentino. Ci hanno fatto una bella festa sul ponte durante la mattinata e la sera anche in ristorante. Dopo cena in teatro c'è stato un bellissimo balletto in costume cileno. Ogni volta che siamo arrivati in un posto abbiamo avuto, la sera prima, un balletto tipico del luogo che avremmo visitato il giorno dopo. Così anche in Brasile e in Argentina dove ci hanno fatto un bellissimo spettacolo di TANGO. Cosi' a Thaiti, così a Tonga, così i maori in Nuova Zelanda, così gli aborigeni in Australia, così gli Zulù in Sudafrica.
Ho fatto un giro per Valparaiso con il pullman e anche lì ho visto chiese, palazzi, piazze, bei giardini e tanti monumenti soprattutto militari.
La mattina dopo partenza alle otto verso Santiago. La cosa più bella che ho visto lì è stata la statua della Madonna protettrice del Cile. Dall'alto di una collina ho visto i palazzi della città e, in centro, ho fatto tante foto con bei soldati che facevano la guardia al palazzo del governo. Dietro la città si vedevano le Ande così alte e chiare coperte di neve che sembrava, quasi, si potessero toccare!
Mare mosso!
Prima di partire da Valparaiso, ho salutato molte persone dell'età di mia mamma, che erano diventate miei amici, ma che, purtroppo, sono scese perché hanno terminato il viaggio e, con l'aereo, sono tornate in Italia.
Appena usciti dal porto, la nave ha incominciato a dondolare che sempre di più. Abbiamo trovato mare forza 5 e vento a 90 Km all'ora... Questo è durato 2 giorni, continuamente! Molti avevano paura e stavano male, compresa mia mamma che continuava a dire: "Appena arriviamo all'isola di Pasqua, prendiamo il primo aereo e torniamo a casa". Paradossalmente io non stavo né male né avevo paura e consolavo mia mamma che non riusciva a mangiare, a camminare, a dormire. Aveva veramente paura, lei che non ha paura neanche del diavolo! Si è presa un sacco di pastiglie di travelgum ed ha comperato anche i braccialetti che poi ha tenuto per tutto il viaggio. A me, il dottore di bordo ha detto che ero più brava di lei e che dovevo starle vicino e consolarla. Però mi ha anche detto che io non avevo problemi perché non ho equilibrio e quindi anche se la nave dondolava bene io non lo percepivo. Meno male che poi non è successo più! Il nostro comandante, però, è stato veramente in gamba e tutti sono stati molto di disponibili a rendere il soggiorno di questi due giorni il più tranquillo e sereno possibile.
Il 21 febbraio, all'ora stabilita dal programma, siamo arrivati all'isola di Pasqua naturalmente in rada!
Siamo partiti da Valparaiso il giorno delle Ceneri: abbiamo fatto una bella PENITENZA!!!
Da Valparaiso è iniziata la seconda tratta del giro del mondo che, attraversando tutto l'oceano Pacifico, è arrivata fino a Sidney. A parte i primi due giorni terribili, tutto il resto è stato tranquillo; abbiamo avuto sempre sole, bel tempo e mare calmo. Abbiamo visto solo isole e tanta tanta natura. Spesso ho visto i delfini che ci correvano dietro in cerca di qualche cosa da mangiare. In questa seconda tratta non ho visto neanche un grattacielo, ma solo case basse e capanne; la gente vive molto semplicemente coltivando la terra e mangiando i suoi prodotti. In questi posti non ci sono fabbriche e quindi niente inquinamento se non quello delle poche macchine. In molte isole però ho visto tanti cartelli "Pericolo tzunami" perché sono zone soggette a terremoti e quindi a onde molto alte. In tutta questa zona il clima è tropicale, quindi piove molto e c'è molta vegetazione; alberi di tutti i tipi, tante mangrovie e fiori con colori molto forti; ho visto l'ibisco rosso, rosa, giallo, bianco e anche viola e campi enormi di ananas. In Polinesia ci sono zone con montagne abbastanza alte e con molta vegetazione che mi sembrava di essere sulle nostre Alpi.
Siccome abbiamo navigato molto, in nave ci hanno fatto molte feste; io non ne ho persa neanche una; durante la mattinata, sul ponte 9, i ragazzi dell'animazione facevano molti giochi ai quali partecipavano i croceristi; poi facevano corsi di ballo e balli con tutti. C'era sempre molta allegria. Io non potevo partecipare, ma ero sempre lì a guardare e a ballare distesa sul lettino. Mi venivano a salutare sempre e parlavano volentieri con me. Poi verso le 11 andavo sopra a prendere un po' di sole, mezz'ora, perché faceva molto caldo e mi sono anche scottata. Dopo il pranzo, quasi sempre al ristorante, andavamo in cabina dove io facevo ginnastica sul letto. Posso muovere le braccia e le gambe ma non le posso usare ne' per lavorare, scrivere o mangiare, ne'per camminare. Alle 4 di solito andavo in teatro a sentire le conferenze del prof.Scopelliti che ci faceva la lezione sul posto che avremmo visitato nei giorni seguenti. Poi una bella passeggiata intorno alla nave sul ponte 3 e poi in cabina a prepararci per la cena.
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L'Isola di Pasqua
Dopo quattro giorni di navigazione, siamo arrivati all'isola di PASQUA.E' un'isola vulcanica e piccola; in una giornata l'ho attraversata tutta. Naturalmente qui non ci sono pullman ma piccoli pulmini. Io ho avuto un po' di difficoltà a salire e scendere ma mia mamma è sempre riuscita a farmelo fare anche con l'aiuto di persone che erano con noi e che mi hanno aiutato.
I MOAI sono statue monolitiche risalenti al settimo secolo A.C. e ancora non si sa di preciso perchè siano state fatte. Ho visto la piattaforma dei 7 Moai, quella dei 15, quella dei 5 ma anche un Moai solitario con una specie di acconciatura in testa e grandi occhi rotondi. Mi ha fatto molta impressione vedere quelle enormi statue cosi' ben fatte dalle mani di uomini vissuti 9000 anni fa!
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L'isola di Pitcarin
Dopo due giorni di navigazione ci siamo fermati di fronte all'isola di PITCARIN che è l' isola degli Ammutinati del Bounty. E' molto piccola e ci vivono solo 23 persone: sindaco, medico, prete e poliziotti compresi!
Non la si puo' raggiungere nemmeno con le lance e quindi sono venuti sulla nave tutti gli abitanti con tre "barchette dell'ante guerra" come quelle dei "profughi". Hanno portato sulla nave i loro prodotti artigianali ed io ho comperato una maglietta per me, un cappellino per mio fratello e mia mamma si e' comperata dei francobolli che non si trovano da nessuna parte del mondo. Ho conosciuto il "corsaro" dell'isola che ha bevuto tanta di quella birra che penso non beva in un anno intero. Abbiamo fatto loro una grande festa con un banchetto pieno di tutto e loro erano tanto contenti. Ci hanno detto che nessuna nave da crociera passa per lì, solo la Costa e che l'ultima nave che avevano visto era proprio la Costa nel giro del mondo dello scorso anno.
E' stata un' esperienza "unica". Ho pensato che non è facile vivere in quel modo, senza niente e lontano dal mondo; quella gente è davvero in gamba!!!
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Polinesia!
Siamo arrivati anche in Polinesia: Tahiti, Moorea, Bora Bora e poi più giù Tonga... Isole meravigliose dove il tempo sembra che si sia fermato. C'e' traffico, sì, ma molto poco; non ci sono fabbriche o industrie se non quelle della trasformazione dei loro prodotti agricoli che sono soprattutto frutta,verdura e miele. Non c'è inquinamento e la gente è molto tranquilla e serena. Cantano e ballano sempre, sono sempre contenti, almeno così sembra!
C'è un mare unico: vicino alla costa è celestino, poi c'è una riga bianca che delimita la barriera corallina e poi, al di là, è di un azzurro molto intenso. Molti croceristi sono andati nelle spiagge a fare il bagno; io non ho potuto anche perchè sulla sabbia mia mamma fa molta fatica a spingermi; comunque, non mi è pesato perchè ho fatto il giro di tutte e quattro le isole e così ho potuto vedere il paesaggio, come vive la gente ed i loro villaggi. Pensavo fossero molto più pianeggianti ed invece, essendo di origine vulcanica, hanno molti monti anche molto alti e ripidi. Il clima e' tropicale e quindi c'è molta vegetazione. Mi sono piaciuti i loro fiori di tutti i colori; lì cresce soprattutto l'ibisco rosso, giallo e bianco e con lui fanno le corone di fiori che mettono ai turisti sul collo e in testa. Io ho fatto le escursioni con dei pullman particolari che sembravano piccoli vagoni dei vecchi treni. Non era facile salire, ma tutti mi hanno aiutato. Erano inghirlandati con tanti fiori,tutti rossi.
Quando siamo partiti da Tonga, e'venuta la banda a salutarci e hanno suonato fino a che non eravamo al largo.
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Da Tonga alla Nuova Zelanda
Mi sono dimenticata di dire che, prima di arrivare a Tonga, abbiamo saltato un giorno, siamo passati cioè dal 4 al 6 marzo. Abbiamo passato la Linea Internazionale del cambio di data che è una linea immaginaria che segue il 180^ meridiano e che passa proprio per lì. E' stata una forte emozione per tutti perchè in teoria siamo stati di un giorno più giovani.
L'8 marzo abbiamo festeggiato la festa della donna; ci hanno fatto una grande torta tutta gialla circondata da mimose(chissà dove le hanno prese) e a tutte le donne hanno dato una rosa rossa, vera naturalmente!
Il 10 marzo siamo arrivati a AUCKLAND, in Nuova Zelanda. Dico la data perchè era il compleanno di mia mamma e a cena le hanno fatto una grande torta, le hanno cantato: "Tanti Auguri" e c'è stata una grande festa perchè sulla nave ci conoscevamo tutti ed eravamo diventati come una grande famiglia.
Anche a Auckland ho fatto il giro della città e sono rimasta molto colpita dall'ordine, dalla pulizia, dalla educazione delle persone e dalla tranquillità; si puo' infatti girare a piedi fino a tarda ora senza pericoli vari; la gente passeggia tranquillamente e non c'è nessuna forma di delinquenza.
Sono salita sulla SKYLINE che è la torre più alta della Nuova Zelanda, fino al 60^ piano. Da lassù si vede tutta la città e anche la nave; il pavimento dell'ascensore è trasparente così potevo vedere i piani che scorrevano sotto di me. Anche qui ho visto tanti palazzi in stile georgiano in quanto vivono molti inglesi e, come ha detto mia mamma, sono troppo seri per noi italiani, ridono e scherzano molto poco. La cosa che mi ha interessato molto è stata la fila molto ordinata di bambini della scuola elementare in passeggiata: seri e tutti in divisa! Mia mamma, che era insegnante, ha detto: "Prova, se riesci, a farlo in Italia, quello; non e' facile!"
La sera, sulla nave, in teatro, c'è stato un balletto in costume neozelandese; gli uomini erano "enormi" e ballavano emettendo strani suoni che facevano anche paura e tiravano fuori la lingua anche 10cm. Sarà ben la loro tradizione ma vuoi mettere con i nostri balli in costumi coloratissimi, bellissimi e allegri? Giustamente per loro è bello così!
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Australia!
Navigando navigando, siamo arrivati dall'altra parte dell'Italia. La nave non è attraccata in porto a Sidney e nessuno ha capito perchè; siamo rimasti in rada 3 giorni e dovevamo raggiungere il molo davanti al porto, sempre con le lance. Non e'stato divertente soprattutto per me in quanto con la carrozzina non è facile, comunque ho fatto anche quello, sono scesa e salita 4 volte in 3 giorni. Mi hanno aiutato i ragazzi della nave e per fortuna non è successo niente.
L'Australia è bella cioè moderna, non ha storia come l'Europa, l'America centrale e l'Asia; ha tanti palazzi in stile georgiano perchè fa parte dell'Inghilterra; è ordinata e pulita come la Nuova Zelanda ma MOLTO cara! 2 misere palline di gelato 8 DOLLARI!
Giro della città e delle sue belle spiagge ma la cosa che mi è piaciuta di più è stata l'escursione lungo la Gran Pacific Drive, una delle più spettacolari strade dell'Australia. Abbiamo attraversato il "Royal National Park" che è il secondo parco nazionale più antico del mondo. Ho visto scogliere, spiagge, ho attraversato il famoso ponte Sea Cliff e poi ho visto il geyser di Kiama che non e' come quelli dell'Islanda che escono dalla terra ma è l'acqua del mare che, quando è un po' agitato, si incastra negli scogli scagliando l'acqua in alto anche fino a 60 metri e quando l'ho visto io, era proprio così!
Ho visitato anche l'Opera House che, vista dal di fuori, è una costruzione enorme e bellissima; all'interno però, per me, è stata una grande delusione. E' semplicissima, ha i sedili in legno duri senza un po' di cuscino, spoglia senza tende o arredi; molto diversa dai nostri teatri, almeno da quelli che ho visto io.
Da Sidney siamo andati prima a Melbourne poi a Pert e, come città, sono molto simili a Sidney.
Però le cose dell'Australia che più mi sono piaciute sono state il contatto con i Koala e con i canguri. I koala sono meravigliosi, dormono 20 ore e mangiano 4 ma sono così belli e morbidi che sarei rimasta lì ore ad accarezzarli; anche i canguri sono coccoli; non ci hanno fatto avvicinare ai grandi perchè sono pericolosi, ma ai piccoli sì e ho dato loro da mangiare in bocca: che bello!!!
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Tra Melburne e Perth per tre sere ho assistito a spettacoli e balli aborigeni; in Australia ora il governo ha riconosciuto gli Aborigeni come popolazione australiana anche se la maggior parte di loro vivono ancora soprattutto nel centro dell'Australia dalle parti dell'URURU o AYERS ROCK, il famoso monolite che per loro è sacro.
Mia mamma voleva andare a vederlo ma l'escursione durava 3 giorni e glielo hanno sconsigliato in quanto con me, lo avrebbe solo visto senza poterci salire sopra e quindi non valeva la pena; a me è dispiaciuto perchè lei ci teneva tanto e a causa mia non ha potuto andare; pazienza, sarà per un'altra volta!
Lasciata Perth, siamo partiti per affrontare l'oceano Indiano, 7 giorni di navigazione!!! senza vedere ne' aerei, ne' navi, ne' uccelli, SOLI in mezzo all'oceano!!!
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Mauritius!
Partiti da Perth, ci siamo imbarcati in una avventura ancora più "complicata " di tutte le altre affrontate fino ad ora: la traversata dell'Oceano Indiano da est verso ovest. SETTE giorni di navigazione senza vedere nulla se non il mare ed il cielo! Pensavo di annoiarmi invece non mi sono neppure accorta dei giorni che sono passati. Per fortuna il tempo e' stato sempre bello e il mare calmo; a parte il sole che prendevamo tutti i giorni sul ponte 11, ho assistito a tutti i giochi dell'animazione, a tutte le conferenze interessanti del dott. Scopelliti, a tutti gli spettacoli del teatro, a tutte le feste serali durante le quali ho ballato con la mia "bicicletta" spinta dai miei nuovi amici; poi, dopo cena, ogni sera, mi fermavo a parlare con tutti e, per andare dalla sala da pranzo al gran bar, dove si ballava, ci mettevamo un'ora, perchè tutti ci fermavano e volevano salutarmi. Qualche volta, mi fermavo a giocare alla roulette del casino' e, qualche volta, ho anche vinto. Fatto sta che 7 giorni sono volati!
Il 30 marzo siamo arrivati alle Mauritius dove siamo rimasti 3 giorni. Ho fatto il giro dell'isola che ha montagne molto alte di origine vulcanica, crateri, laghi e cascate oltre naturalmente a bellissime spiagge. Ho visto il "Parco delle terre dai 7 colori" che è un vero e proprio spettacolo naturale; qui, le ceneri vulcaniche multicolori (rosso, marrone, violetto, verde, blu, viola e giallo) si dispongono naturalmente in un ordinato disegno dalle sette tonalità che nemmeno le piogge torrenziali riescono a cancellare.
Sono stata a visitare un tempio INDU' che si trova sul lago sacro di Grand Bassin dove ho visto la grande statua della dea Shiva, che è la dea buona ma anche quella di Kalì che è la dea brutta e cattiva. Nel tempio un sacerdote indù mi ha fatto sulla fronte il segno contro il malocchio e, a suo modo, mi ha anche benedetto e pregato tenendo fra le sue mani la mia testa. E' stato un momento emozionante e inaspettato!
Siamo stati anche nell' isola di Reunion dove, per dir la verità, a parte delle altissime scogliere, non ho visto niente di interessante...
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Sudafrica!
Dopo altri 4 giorni di navigazione, siamo arrivati in Sud Africa; dovevamo fare tappa in Mozambico a Maputo, ma abbiamo tirato diritto causa mare mosso e onde alte 7/8 metri e quindi era impossibile attraccare (così ci è stato comunicato ma non tutti lo hanno creduto) in quanto arrivati a Richards Bay, che è subito sotto Maputo, il mare era calmissimo. Qualcuno ha detto che c'era pericolo di attentati, ma comunque è stato meglio così.
A Richards Bay, con un bellissimo pullman fuori, ma complicatissimo per salire, sono andata a visitare un villaggio "Zulu". Lì ho conosciuto il capo villaggio e tanti bei ragazzi allegri e sorridenti che ci hanno fatto vedere come vivono ancora oggi gli Zulu' facendo cesti, lance e scudi, monili con perline di tutti i colori che, naturalmente, io ho comperato. Ho assistito ad una danza spettacolare nella quale ha ballato anche lo "scemo del villaggio". Anche questa è stata una bella esperienza anche perchè i ragazzi di origine Zulu' sono molto belli ed hanno una pelle liscia e luminosa, e dei grandi denti bianchi che si vedono da lontano perchè loro ridono sempre.
Risaliti in nave, il giorno dopo siamo arrivati a DURBAN.
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Durban è il porto più importante del Sud Africa, dal quale partono tutti i prodotti soprattutto del sottosuolo dei quali è ricco il Sud Africa. Ha anche belle spiagge, bei palazzi non molto grandi, un grande mercato indiano e la moschea Juma che è la più grande di tutto l'emisfero australe ed è famosa per la sua cupola dorata. C'è molto traffico caotico e le automobili sono tutte di stile vecchio. E' una citta tutta "nera", è molto difficile vedere un bianco! Quello che più mi ha colpito di questa città è stata l'immondizia in cui vive la gente. Le strade sono cosi'sporche che io non potrei camminare; gettano tutto per la strada in mezzo alle cose che vendono, compresi i cibi.
Le donne sono molto grosse e sformate, ma tutte, non solo alcune, ciò vuol dire che il mangiare non manca, ma mangiano male. Se devo dire la verità, questa città, pur avendo belle spiagge e bei giardini, non mi è piaciuta. E' giusto però conoscere il mondo in tutti i suoi aspetti!
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Verso il Capo di Buona Speranza
Anche qui ci avevano detto che il mare, di solito, era molto agitato, perchè si incontrano le correnti dell'oceano Pacifico con quello Atlantico; invece, probabilmente perchè il dio Nettuno aveva paura che mia mamma gliene dicesse un quattro, è stato calmissimo e così è rimasto per gli altri 20 giorni fino a Savona. Da qui, praticamente abbiamo incominciato a risalire l'Africa per tornare verso casa e ogni giorno che passava ci sentivamo tutti tristi perchè ormai il viaggio stava finendo anche se era ancora lungo.
Il 10 aprile siamo arrivati a Città del Capo che è completamente diversa da Durban. E' molto bella, ordinata, pulita, piena di palazzi antichi e moderni con giardini pieni di piante e fiori con centri commerciali pieni di merce di tutti i tipi, di ristoranti e parchi giochi per bambini e naturalmente abitata soprattutto da bianchi... Il simbolo della citta è la Table Mountain, una montagna particolare che si trova dietro la città e la ripara dai forti venti che vengono dal nord e le permettono di avere un buon clima tutto l'anno. Ho visto la zona di "Bo kapp con le case basse di tutti i colori, il museo ebraico, la grande sinagoga, la cattedrale anglicana di St.George e il museo di storia naturale dove ho visto tra gli altri un enorme polipo lungo 15 metri naturalmente imbalsamato, ma vero!
Ho fatto anche la foto con la statua di Nelson Mandela e ho visto il grande stadio dei mondiali che ha una gabinovia che permette di salire fino sopra. Di fronte allo stadio c'è il campo sportivo dove si allenava Pistorius.
Partiti da Città del Capo ci siamo diretti verso un altro paradiso della natura: la bellissima NAMIBIA!!!!!
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Namibia!
Appena attraccati a Walvis Bay la cosa che più mi ha impressionato è stato il paesaggio: mare, piccola striscia di case, basse e semplici, e poi le grandi DUNE gialle che sembravano un miraggio. Siamo partiti verso il parco Namib-Naukluft che è il deserto del Namib. Abbiamo attraversato distese infinite di dune bellissime, gialle, alte. Ci siamo fermati e tutti si sono divertiti a salire fino sulla cima e poi gridando e divertendosi come bambini si sono arrotolati fino sotto con una lunga capriola. Io, naturalmente, non sono ne' salita ne' ho fatto la capriola MA ho urlato con tutta la mia poca voce e mi sono divertita tantissimo.
Continuando nel deserto, abbiamo visto una pianta molto strana che vive solo in Namibia: si chiama Welwitschia mirabilis ed è una pianta molto insolita e strana; produce solo due foglie durante il suo ciclo vitale che dura 500 anni.
Vista questa strana pianta che assomiglia a una grande lattuga avizzita, siamo partiti verso la zona del "paesaggio lunare" che è una terra completamenta spoglia di colore nero piena di kanyon dove vivono solo serpenti e scorpioni. Anche qui mi sono divertita a gridare ma qui c'era l'eco che mi rispondeva!
Dopo una giornata così bella e intensa, siamo ripartiti verso il largo per raggiungere l'isola di Sant'Elena, sperduta in mezzo all'Oceano.
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Sant'Elena
Sant'Elena è l'isola in cui è stato esiliato Napoleone e dove è morto. E' sperduta in mezzo all'Oceano Atlantico, ma è molto bella e abitata soprattutto da inglesi; infatti fa parte dell'Inghilterra, tutti parlano inglese e si comportano come tali e anche la guida è a sinistra. C'è un unico posto francese ed è la tomba di Napoleone; proprio così, il contorno del posto dove era sepolto fa parte della Francia, anche se il suo corpo è stato portato in Francia.
Siamo scesi con le scialuppe perchè non c'è l'attracco per navi così grandi. Dalla nave l'isola sembrava tutta una roccia ma non è così; con dei pulmini piccoli siamo saliti lungo una strada impervia, stretta e molto ripida che si arrampicava con curve e tornanti sulla roccia e dire che non era senso unico! Quando siamo arrivati in alto si vedeva la capitale Jamestown, come un serpente in mezzo a due ripide rocce! Per me è stata una sensazione molto forte essere arrivata così in alto!
Salendo ancora, siamo arrivati in un punto panoramico molto bello! Si vedeva la nostra nave e a me sembrava di essere nel fiordo di Geiranger in Norvegia dove sono stata tre anni fa.
Da lì si vedeva anche la scala di Giacobbe, che è una scalinata formata di 699 scalini alti e ripidissimi che tagliano tutta la montagna e si può fare per non percorrere tutta quella strada piena di curve che invece ho fatto io. Molti croceristi temerari l'hanno fatta avanti e indietro ed al ritorno è stato dato loro un diploma.
Salendo ancora il paesaggio è molto cambiato; c'erano montagne verdi e pascoli con pecore e mucche. Siamo arrivati alla tomba di Napoleone che non è niente di che e alla casa dove lui ha vissuto in esilio; è una casa molto bella in una posizione soleggiata che guarda l'oceano e ora è diventata un museo con le cose che gli appartenevano.
Tornati a basso lungo quella strada pazzesca, ci siamo fermate nella piccola capitale molto carina con case semplici e piccole, sembrava un nostro paese; lì abbiamo comperato qualche souvenir e mangiato un gelato prima di riprendere la scialuppa e risalire sulla nave.
Come tutte le volte che siamo scese e salite con le scialuppe, mi aiutavano 4 ragazzi che mi sollevavano di peso con la mia "bicicletta" e non ho avuto mai alcun problema. Io ho fatto sempre le escursioni con i pullman organizzati dalla Costa, perchè, sostenuta da mia mamma, riesco a muovere gambe e piedi, però sulla nave c'era un ragazzo spagnolo che ha fatto il giro completo come me; era con la moglie e non poteva muoversi dalla carrozzina. Però ha fatto tante escursioni anche lui perchè andava con i taxi che erano disponibili in ogni porto.
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Sulla via del ritorno
Dopo Sant'Elena, PURTROPPO, ci stiamo avvicinando al capolinea. Siamo ritornati alle isole di Capo Verde, ma con uno spirito completamente diverso dall'andata. Mentre all'andata ci siamo fermati a Mindelo, ora la sosta è a Praia che non mi è piaciuta come Mindelo soprattutto perchè mi e' sembrata più spoglia e senza nulla di importante da vedere. Certo, ci sono delle spiagge bellissime, ma io non le ho viste anche perchè avrei sofferto non potendo goderle!
Ho fatto un giro della città e ho visto una parte molto povera, mi sembrava la favela di Rio, una semplice ma bella chiesa e il mercato molto pittoresco dove le donne portavano i prodotti che vendevano, sulla testa.
Partiti da Mindelo, dopo due giorni di navigazione, siamo tornati in Europa! Nessuno era contento e, la sera, a cena, è incominciato il racconto dei bei momenti trascorsi attraversando tutti i continenti e tutti gli oceani. Ogni sera c'erano feste, ma con tutta la buona volontà su tutti i nostri volti, compresi quelli dei camerieri, dei cabinisti, dei ragazzi dell'animazione, di quelli addetti all'uff.escursioni, dei cantanti, del personale della reception, c'era un velo di tristezza e ci sembrava come se stesse per succedere qualcosa!
Eravamo diventati come una grande famiglia, ci conoscevamo tutti; anche con gli stranieri io ho fatto amicizia e già da qui i miei amici spagnoli, che hannno tanto ballato con me e mi chiamavano "guappa", hanno incominciato a salutarmi e a chiedermi l'indirizzo e tutto quello che serve per tenerci in contatto.
Sabato 25 aprile abbiamo toccato la terra d'Europa, a St.Cruz de Tenerife!
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A malincuore abbiamo toccato la costa europea nelle Isole Canarie e come prima tappa: St.Cruz de Tenerife.
La bella escursione che ho fatto, finalmente dopo tanto tempo con un comodissimo pullman, è stata la salita sul monte TEIDE che, oltre ad essere il monte più alto della Spagna (3718 metri), è anche un vulcano abbastanza attivo. Infatti l'ultima eruzione risale ai primi anni del '900 e in quell'occasione si è formata la punta per arrivare alla quale hanno costruito una gabinovia che però era ferma. Lungo una bella strada abbiamo attraversato molti Km della "caldera" formata solo delle pietre uscite dal vulcano durante le sue eruzioni, fino ad uno spiazzo alla modica altezza di 2300 metri.
Qui c'è una bella chiesetta ma tutt'intorno ci sono solo rocce e qualche cespuglio. Scendendo, abbiamo attraversato boschi di pini ed eucalipti e da un punto panoramico ho visto, io dal pullman, un panorama bellissimo: il mare, la città e il
Teide nella sua tipica forma a cono.
Scesi in città con mia mamma ho fatto un giro per i negozi di souvenir e ne abbiamo comperati molti perchè non costavano tanto soprattutto bigiotteria d'argento e pietra di lava.
La mattina dopo siamo arrivati a Arrecife nell'isola di Lanzarote.
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Lanzarote!
Come è bella LANZAROTE! Anche qui, attraverso "la valle delle palme", siamo saliti fino al Mirador del Rio che è un posto panoramico molto bello dal quale si vedono le bianche isole che formano l'arcipelago Chinijo. Io mi sono dovuta fermare in un posto ma è stato sufficiente perchè ho visto anch'io quasi tutto quello che hanno visto gli altri. Da lì siamo andati a Jameos de Agua che è un posto dove ci sono oasi sotterranee costituite da una laguna naturale creata dalle infiltrazioni del mare e dove c'è una piscina fatta dall'uomo ma sapientemente integrata nell'ambiente e una sala naturale, scavata nella roccia, dove si svolgono concerti e spettacoli.
Risaliti sulla nave abbiamo attraversato, con molto dispiacere, lo stretto di Gibilterra e, la mattina dopo, siamo arrivati a Malaga.
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Malaga
Penultima tappa del mio giro è stata Malaga, una città europeo-araba.Ho visto la Cattedrale molto bella e molto ricca; dentro è tutta piena di dipinti e statue; non ci sono spazi vuoti sui muri! E' stata costruita sul luogo di un'antica moschea. Ho fatto una passeggiata nel centro moderno ed anche in quello arabo dove ci sono le case con sulle finestre spesse grate di ferro perchè le donne non potevano uscire con uno spasimante ma solo guardarlo dalle finestre. Naturalmente questo succedeva tanti anni fa, ora è diverso ma le case sono rimaste così.
Sono salita con il pullman fino al castello della "ALCAZABA" che è l'ultimo baluardo della resistenza moresca contro i re cristiani. Sono salita anche alla fortezza fenicia di GIBRALFARO da dove ho visto la nostra bellissima nave. Qui però ho dovuto aspettare il gruppo perchè, con la carrozzina, non era possibile andare dappertutto ma comunque, seduta su una panchina, mi sono goduta lo splendido panorama della città.
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Ultima tappa: Marsiglia!
Che tristezza tornare a Marsiglia! Ci eravamo stati 4 MESI fa!!!!!!!!
Ora non è la stessa cosa! Ma purtroppo tutto ha un inizio e una fine!
All'andata, faceva un freddo boia e non siamo scese; ora invece qui era quasi estate e siamo andate a fare un giro in Provenza. Precisamente ad Aix en Provence. E' una cittadina molto tranquilla dove, naturalmente, c'e' la Cattedrale, le mura della parte vecchia con la torre dell'orologio e i vari negozietti di souvenir con tutti i prodotti che derivano dalla lavanda. Per arrivare nella parte alta, siamo salite a piedi e mia mamma, quando era ora di scendere per riprendere il pullman che ci avrebbe portato per l'ultima volta in nave, non voleva tornare e tutti noi, di quel pullman, siamo saliti all'ultimo momento, contro voglia.
Il tragitto dalla città alla nave non è stato molto lungo, ma nessuno ha parlato e, sui nostri volti, si scorgeva quella grande tristezza, perchè eravamo consapevoli che era l'ultima escursione.
C'ERA PERO' ANCORA UNA SERA da trascorrere insieme; era l'ultima, ma è durata fino a SAVONA!
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Tristezza!
Questa foto me l'ha scattata mia mamma mentre lasciavamo Marsiglia. Ero molto triste e non riusivo a parlare. Ho salutato il mondo che ho visto e avrei voluto piangere ma purtroppo io non riesco a farlo perchè, con l'incidente, ho perso anche le lacrime.
Per me è stata un'esperienza bellissima! Ho conosciuto gente da tutto il mondo, ho parlato con tutti, ho ballato con tutti ogni sera, tutti mi volevano bene e parlavano sempre con me; la mia disabilità non mi è mai pesata anche se avrei voluto essere come tutti gli altri.
Una volta lo ero; giocavo a palla a volo, sciavo, ho fatto 8 anni di danza classica, non mi mancava niente, avevo tutto, anche il moroso che poi dopo l'incidente mi ha lasciato, pazienza! I primi due anni non muovevo niente, solo gli occhi per dire sì e il dito indice della mano sinistra per dire no; ero completamente paralizzata, capivo tutto ma non parlavo. Mia mamma mi ha portato per 14 anni a fare fisioterapia tutti i giorni e per 2 anni e mezzo per tre volte alla settimana fino a Venezia. Ho dovuto ricominciare a parlare come i bambini piccoli, a scrivere con la sinistra anche se non riesco perchè ho l'atassia e tremo molto. Per anni non camminavo e la mamma mi prendeva sotto le ascelle e mi trascinava anche perchè pesavo di meno ed ero più piccola. Ora sono passati quasi 18 anni da quel 16 Marzo 1998, quando in gita scolastica, a Firenze sono caduta la prima sera della gita, dal terrazzo che c'era davanti alla mia camera, ma che non aveva la ringhiera! Ho fatto un volo di 12 metri, sono caduta sul cemento ma nessun medico mi ha mai saputo dire come mai sono viva e come mai non ho rotto niente. Infatti ho battuto la testa e tutto quello che ho, è dovuto a questo.
Mia mamma non si è mai rassegnata e dopo 14 mesi di ospedale, mi ha portato ogni giorno, anche in tre posti, a fare terapia. Il Signore mi ha aiutato e mi sono ripresa anche se, da sola, non posso niente. Mi sono resa conto però che non si può aspettare di riprendersi, bisogna cercare di accettarsi e di prendere tutto quello che la vita può ancora dare. Non è molto ma abbastanza!
Mia mamma ha trovato il modo di farmi vivere una vita abbastanza serena in compagnia della Costa che ci permette di viaggiare senza spendere troppo e soprattutto perchè la crociera è l'unica vacanza "senza barriere architettoniche".
Finirò il mio viaggio con tante foto delle feste che hanno fatto sulla nave alle quali ho partecipato sempre ballando, cantando e facendo tutto quello che il mio corpo mi permetteva di fare!

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Feste sulla nave e... CIAO!
E' finita!!!!
Peccato!!!! Vorrei fare vedere tantissime foto fatte sulla nave durante le feste sia di giorno, sul ponte, che la sera nel gran bar, ma ne ho scelte solo alcune perchè mia mamma me ne ha fatte piu'di 300.
La sera c'erano feste di tutti i tipi: a carnevale il ballo in maschera con la sfilata di gruppi e anche simpatici carri, più di una volta c'è stata la serata in bianco e quella italiana, poi c'è stata la festa della donna e per Pasqua il nostro parroco Don Giovanni ha fatto tutti i riti della settimana Santa compresa la lavanda dei piedi.
Il giorno di Pasqua c'è stata una bella festa e, a cena, al tavolo abbiamo trovato tutti un ovetto di cioccolato e la fetta di colomba. Alla messa delle palme, la domenica precedente, a ognuno di noi hanno dato una croce molto bella di legno con due foglie di olivo di carta fatte dai ragazzi dell'animazione, mentre la mattina di Pasqua abbiamo trovato, appeso alla porta della cabina, una civetta di legno con dei nastrini verdi e gialli molto bella fatta dai cabinisti. Tutti eravamo tanto contenti.
C'è stata anche più volte la serata corsara e ci hanno dato mantelli, spade, bende per gli occhi, uncini e tutto quello che ci serviva per travestirci.
Ogni sera, dopo cena, andavo al gran bar e lì ballavo con tutti gli amici che ho conosciuto, mi facevano girare con la mia bicicletta e io mi divertivo tantissimo; sono amici italiani, spagnoli, svizzeri, tedeschi, brasiliani, messicani, argentini, cileni, rumeni e anche centroafricani.
Ho avuto tanto affetto e tanta amicizia anche dal personale dell'uff.informazione, dell'uff. delle escursioni, dai medici e dagli infermieri, da alcuni ufficiali, dalla responsabile del "costa club", da tanti camerieri/e, dal capitano, dal parroco, dai ragazzi che mi hanno fatto salire e scendere dalle scialuppe quando la nave era in rada, ma soprattutto da tutti i miei amici dell'animazione e dai maestri di ballo. Da tutti, proprio da tutti.
Per questo, NON potendo abbracciarli tutti, lo faccio con questa foto che mia mamma ha scattato quando eravamo al largo dell'isola di TONGA al tramonto. E' un grande orso con tanto di zampe, testa e braccia aperte seduto sulle nuvole parallele al mare! Sembra impossibile ma quando lo abbiamo visto ci sembrava un miraggio perchè non avevamo MAI visto una nuvola perpendicolare a quelle orizzontali con il sole giallo che la illuminava!
GRAZIE a tutti e anche a quelli che hanno avuto la pazienza di leggere tutto questo racconto della mia esperienza di ragazza che in sedia a rotelle ha fatto il giro del mondo.
Un bacio e un abbraccio a tutti.
CIAO.
SELENE
Ciao anche da mia mamma che sotto la mia dettatura, pazientemente, ha scritto tutto questo diario.